Con una recente sentenza il Tribunale di Torino (Trib. Torino 16 settembre 2025) ha condannato per lite temeraria un ricorrente il cui atto era stato redatto con l’ausilio di un chatbot.
La decisione evidenzia i rischi di un uso acritico dell’IA, sollevando interrogativi sulla responsabilità professionale, sulla validità degli atti e sull’obbligo informativo verso il cliente.
A cura di Avv. Alessandra Saccani